Amare

di Filippo Simone Zinelli

Kisser, 2019, acrylic on linen, 100 x 80 cm – Verdiana Patacchini

Amare.

Verbo transitivo. Non poteva che essere così, poiché è nella sua natura il movimento verso qualcuno o qualcosa. È nel suo essere avere due protagonisti, chi ama e chi viene amato. È una sua caratteristica essenziale rompere l’equilibrio della stasi e donare dinamica e slancio verso l’amato, oggetto o persona. La bellezza dell’amare è proprio l’abbandono dell’ottica unitaria, poiché per amare è impossibile essere da soli. Anche amare un oggetto, infatti, presuppone l’esistenza di quest’ultimo. In solitudine, o meglio senza la necessaria esistenza dell’altro, l’uomo può fare moltissime cose, anche bellissime, ma amare no. Amare è dinamica, amare è duetto, amare è proiezione.

Nel momento in cui si pronuncia la parola ‘Amare’ si potrebbe avere la sensazione di qualcosa di davvero troppo grande, immenso, indefinito, quasi intangibile, ma, al contrario, forse, non esiste altro al mondo che sia più concreto e reale dell’amore. L’amare, infatti, presuppone tante piccole e grandi azioni che rendono meravigliosamente reale ciò che appariva indefinito. Si pensi all’amore per un’auto d’epoca, per un animale domestico o per una persona. In tutti i casi il sentimento di amore metterà in moto dentro di me tutta una serie di reazioni fisiche, psicologiche e sentimentali che mi porteranno a proiettarmi concretamente verso l’altro, preparando me stesso e conoscendo l’oggetto/soggetto del mio amore. La base dell’amore, infatti, è la scintilla pura, sincera, irrazionale, improvvisa ed inaspettata che in un certo preciso istante si prova per l’altro, ma certamente per amare è necessario preparare sè stessi e conoscere l’altro. Molto spesso ci dedichiamo tempo per fare tante cose, ma non pensiamo di ritagliare uno spazio delle nostre giornate per prepararci ad amare. Come si può riuscire a realizzare l’attività più importante della nostra vita senza educarci? Allo stesso modo, rischiamo di non dedicare sufficiente tempo alla reale conoscenza della nostra auto d’epoca, del nostro cane, o del nostro partner, magari senza rendercene conto. Come si può amare l’altro senza conoscerlo e parlare il suo linguaggio?

Amare, verbo transitivo, rompe gli equilibri, rimette in moto la nostra vita. Teniamoci pronti, buon viaggio!